Consiglio dell'Ordine Nazionale dei Tecnologi Alimentari

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Memorandum: l’innesto di nuove professionalità nel sistema dei controlli ufficiali delle filiere agro-alimentari

19 gennaio 2021

Comunicati Stampa

Memorandum: l’innesto di nuove professionalità nel sistema dei controlli ufficiali delle filiere agro-alimentari

Indirizziamo questa nota sulla scorta di quanto sta emergendo nell’ambito dell’esame degli schemi di decreti legislativi necessari per l’adeguamento alla nuova disciplina dei controlli ufficiali nelle filiere agro-alimentari di cui al Regolamento UE n. 2017/625, attualmente in corso presso le assegnate Commissioni del Senato e della Camera dei Deputati.

Ci pare infatti molto significativo che la Commissione XII del Senato abbia sottolineato e ribadito  l’importanza di dotare il sistema nazionale di controllo ufficiale delle filiere agro-alimentari di risorse nuove, portatrici di competenze necessarie all’assolvimento delle diverse sfide che si hanno innanzi e che Codesto Ufficio conosce bene: il contrasto alle frodi agro-alimentari; il coordinamento tra autorità all’interno del singolo Stato membro; l’implementazione del concetto di one health; il rafforzamento di aspetti chiave per la competitività nazionale, quale la assistenza e cooperazione amministrativa; la rilevanza dell’analisi del rischio in tutte le fasi, progettuali ed esecutive, di controllo ufficiale; solo per richiamare le più salienti.

A tal proposito, le norme relative ai Controlli ufficiali sulle filiere agro-alimentari, di cui al già richiamato regolamento EU e alle norme nazionali (DLgs 502/1992) richiedono ed impongono la presenza di personale adeguato - anche nel SSN e nelle altre autorità competenti - all’effettuazione dei controlli per garantire la sicurezza alimentare, il contrasto alle frodi e il corretto svolgimento di tutte le altre attività disciplinare oggi del Reg. n. 2017/625.

Si tratta di una necessità avvertita da tempo e sempre rinviata: basterà ricordare che sin dal Decreto Ministeriale 16 ottobre 1998 (Ministero della sanità), recante Approvazione delle linee guida  concernenti  l'organizzazione  del Servizio  di igiene  degli  alimenti e  della nutrizione  (S.I.A.N.), nell'ambito del  Dipartimento di prevenzione delle  aziende sanitarie locali, (in GU n.258 del 4-11-1998 - Suppl. Ordinario n. 185) si è previsto che «le Regioni e le Province autonome individuino, nell'ambito delle proprie competenze, le  tipologie  del personale  da  adibire  al  Servizio  Igiene  degli  Alimenti e della Nutrizione tra cui quello che opera nei campi  della  chimica,  della chimica alimentare, della medicina veterinaria, della medicina, della microbiologia  alimentare,  dell'igiene  alimentare, della tecnologia alimentare e  della  legislazione  nel  settore  alimentare,  tenendo conto,   in   relazione   ai  diversi  profili  professionali,  delle caratteristiche della portata delle attività ispettive,  di  quelle relative al prelievo dei campioni ed al controllo analitico».

Tale richiamo, risalente a più di venti anni addietro, non è più procrastinabile alla luce del nuovo quadro legislativo dell’UE: la crescente rilevanza della categorizzazione del rischio a fini di programmazione delle attività di controllo ufficiale, inclusi i controlli in entrata.

Nella prospettiva del nuovo quadro europeo, il contrasto alle frodi alimentari impone un rafforzamento delle capacità analitiche e diagnostiche che presuppongono la conoscenza e la padronanza delle più moderne tecnologie alimentari. Collegati a tale profilo, si pongono altri indefettibili compiti del controllo ufficiale rispetto ai quali l’inserimento del tecnologo è del tutto coerente con quella esigenza di “adeguatezza” richiesto anche dalla normativa nazionale: la gestione dei ritiri e dei richiami, la gestione delle allerte, la valutazione di conformità in aree in cui solo recentemente l’UE ha introdotto norme armonizzate, come nel caso dei MOCA, degli additivi, degli aromi, dei novel foods, degli OGM, delle nanotecnologie.

Questo Ordine sottolinea come l’istituzione di un ordine professionale regolamentato, raggiunta con la legge n. 59/1994, abbia raccolto la sfida formativa che nel corso degli anni ’80 molte Università avevano avviato nel senso di formare professionalità caratterizzate da una formazione multidisciplinare e trasversale a servizio delle filiere agro-alimentari e che oggi rappresentano un patrimonio di competenze quanto mai necessarie per il sistema del controllo ufficiale

D’altronde l’impellenza e imprescindibilità di un approccio multidisciplinare si trova alla base della recentissima COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI, Una strategia "Dal produttore al consumatore" per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell'ambiente, cuore dell’European Green Deal. Coniugare sicurezza alimentare, equità d’accesso e sostenibilità è sfida che pertiene sia alla comunità imprenditoriale ma che necessariamente richiede competenze e sensibilità anche da parte delle Pubbliche Amministrazioni.

Ci appare dunque chiaro che tali innovazioni possono essere raggiunte mediante idonee dotazioni professionali, strumentali e finanziarie.

Ciò posto e ricordato, questo Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Tecnologi Alimentari ritiene che l’indirizzo emerso nel corso dell’esame incardinato nella Commissione XII della Camera  debba essere perseguito per dare concreta attuazione a una promessa di potenziamento multidisciplinare, risalente agli anni ’90, e offrire una precondizione per il sistema paese di non perdere la sfida competitiva di una alimentazione sana, equa e sostenibile.

Ringraziando per l’attenzione, restiamo a disposizione per fornire ogni eventuale ed ulteriore informazione, anche mediante un incontro de visu o in remoto.

Distinti saluti

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